Durante il mio primo viaggio missionario in Sri Lanka nel 1988 insieme a Manuela, che avrei sposato il 4 Giugno 1989, meravigliosa moglie, mamma dei nostri quattro stupendi figli maschi e compagna sin da allora di tante avventure, avvenne qualcosa di così radicale che avrebbe rivoluzionato per sempre la mia esistenza.
Effettivamente, quello in Sri Lanka fu il viaggio più duro ed estremo da me mai effettuato, avendo vissuto per dieci giorni nella giungla con una tribù di aborigeni, denominata “Veddah”, senza poter mai usufruire di acqua potabile e delle principali comodità quotidiane.
Malgrado le privazioni e la costante sofferenza per il caldo torrido e le migliaia di zanzare e moscerini che ci assaltavano, iniziai a vedere e comprendere la sofferenza e la disperazione di un popolo.

Fui tremendamente colpito dalle “grida” silenziose di quei bambini, di quelle donne e uomini emarginati dalla società e condannati a una lenta e dolorosa fine.
Prima di allora, avevo già viaggiato in diverse nazioni impropriamente chiamate “del terzo mondo”, senza mai comprendere ciò che stava accadendo intorno a me.
Mai le mie orecchie avevano udito queste tremende grida! Non fui più la stessa persona. Era nata in me una inarrestabile determinazione a “gridare” al mondo la sofferenza del mondo stesso. Così, negli anni successivi, con mia moglie, iniziammo a rispondere alle grida.
Grida dai bassifondi Statunitensi nei quartieri popolari ed emarginati, dove io e Manuela abbiamo prestato la nostra opera al centro Teen Challenge di Buffalo, New York.
Grida intorno a noi delle migliaia di persone in Italia intrappolate dalla droga, dimenticate, abbandonate e private della gioia di vivere la quotidianità, quando con la mia famiglia abbiamo prestato servizio di volontariato per 15 anni a Milano. Grida dei cristiani perserguitati in Cina.
Grida delle donne Hmong nel Vietnam anch’esse perseguitate, violentate e torturate dal regime, colpevoli solo di essere cristiane. Grida delle tribù Guaranì, Toba e Wichi, nel nord dell’Argentina, abbandonate e trascurate dal governo senza una minima assistenza medico-sanitaria.Grida del popolo Birmano privato degli essenziali diritti di libertà di espressione. Grida degli orfani e delle vedove rimaste sole in Sri Lanka dopo la furia dello tsunami. Grida delle migliaia di bambine orfane in Cambogia, inesorabilmente destinate ai bordelli cambogiani e thailandesi.
Grida degli orfani abbandonati in India dai genitori nelle strade delle principali città.Grida! Grida! E ancora Grida!

Tanti amici, uomini e donne di buona volontà hanno deciso, insieme a Missione Possibile, di rispondere concretamente alle grida nel mondo, sostenendo vari progetti umanitari, rinunciando magari alle proprie vacanze per condividere il proprio amore, la propria ricchezza e lapropria gioia.
Abbiamo scoperto che ciò che è “superfluo” per noi nel mondo occidentale, significa “vita” in tantenazioni nel mondo.
La mia speranza è che possa nascere in te un nuovo desiderio per poter amare il tuo prossimo in modo diretto, guardando il mondo con occhi diversi.

Possiamo e dobbiamo fare la differenza intorno a noi!

Gerry Testori